Colite: quando l’intestino parla di ciò che non riusciamo a “digerire”
- Stefania Bucciero
- 12 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 gen
La colite non è solo un problema dell’intestino.
È spesso una risposta del corpo a qualcosa che non stiamo gestendo bene: cibo, stress, emozioni, ritmi di vita.
Molte persone arrivano in erboristeria dicendo:
“Mangio poco, sto attenta… eppure ho sempre pancia gonfia, crampi, diarrea o stitichezza.”
Ed è vero: nella colite non è solo quello che mangi, ma anche come vivi.
Le cause alimentari della colite
L’intestino è un organo molto sensibile.
Quando è infiammato o irritato, reagisce anche a cibi normalmente sani.
I principali alimenti che peggiorano la colite sono:
zuccheri e dolci
farine raffinate
latticini
caffè e alcol
cibi troppo freddi o troppo caldi
pasti mangiati in fretta
eccesso di frutta cruda, legumi e verdure crude
Quando il cibo non viene digerito bene, fermenta, produce gas e tossine che irritano la parete intestinale.
E l’intestino, per difendersi, si contrae, si infiamma, accelera o rallenta.
Qui entra in gioco anche la digestione enzimatica.
Se mancano gli enzimi digestivi:
il cibo resta più a lungo nell’intestino
aumenta il gonfiore
aumenta la produzione di gas
aumenta l’irritazione
In questi casi un supporto come Digestev Enzyme può essere utile perché fornisce:
enzimi per proteine, carboidrati, lattosio e grassi
papaya, ananas e kiwi
finocchio e zenzero
che aiutano a scomporre meglio il cibo e a ridurre fermentazioni e gonfiore.
Le cause emotive della colite
L’intestino è chiamato “secondo cervello”.
Ed è collegato direttamente alle emozioni.
La colite è molto frequente in persone che:
si tengono tutto dentro
hanno paura di sbagliare
vogliono controllare tutto
vivono in tensione
fanno fatica a dire di no
Quando vivi sotto pressione, il sistema nervoso resta in allerta.
E l’intestino reagisce con:
spasmi
urgenza
crampi
diarrea improvvisa
oppure blocco e stitichezza
È come se il corpo dicesse:
“Non ce la faccio più a trattenere.”
La sindrome del colon irritabile: quando il corpo si difende
Molte persone ricevono l’etichetta di “colon irritabile” o “sindrome del colon irritabile”.
Questa etichetta dice una cosa importante: l’intestino è iper-reattivo
Non è “malato”, è sovraccarico.
Significa che:
reagisce troppo
si infiamma facilmente
perde la sua capacità di adattarsi
Se non viene aiutato, questo può portare a:
infiammazione cronica
assorbimento ridotto dei nutrienti
stanchezza
sbalzi di umore
abbassamento delle difese immunitarie
Perché l’80% del sistema immunitario vive nell’intestino.
Cosa serve davvero a un intestino con colite
Un intestino con colite ha bisogno di tre cose:
1️⃣ Calma
Deve smettere di essere in allarme.
Qui entrano in gioco piante come:
camomilla
melissa
curcuma
boswellia
che lavorano su:
infiammazione
spasmi
dolore
Un supporto come Coliev Calm nasce proprio per questo: calmare, sfiammare e rilassare l’intestino.
2️⃣ Buona digestione
Se il cibo viene digerito bene:
non fermenta
non irrita
non produce gas
Gli enzimi, la papaya, il finocchio e lo zenzero aiutano a togliere lavoro all’intestino, lasciandolo respirare.
3️⃣ Un nuovo ritmo
Mangiare più lentamente
respirare
ridurre lo stress
ascoltare il corpo
Perché l’intestino non mente mai.
In conclusione
La colite non è una punizione.
È un messaggio.
Ti sta dicendo:
“Così è troppo. Qualcosa deve cambiare.”
Quando inizi a:
nutrirti meglio
digerire meglio
e vivere con meno tensione
l’intestino smette di urlare…
e torna finalmente a respirare
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